Rep - Grosso in fuga da una città che non amava. I motivi dello strappo

di Redazione TuttoBari
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Fabio Grosso
Fabio Grosso

Fabio Grosso verso Verona. L'allenatore biancorosso, dopo solo un anno di servizio, ha deciso di lasciare il Bari per sposare il progetto del retrocesso Hellas. Ma cosa si cela dietro l'addio dell'ex campione del Mondo? L'edizione barese de la Repubblica ha provato così a ricostruire l'intricata vicenda: "Dietro l’addio di Grosso c’è anche l’incapacità nell’accettare i limiti strutturali di una società troppo diversa da quella Juventus dove aveva mosso i suoi primi passi come tecnico della Primavera. Emblematica la sua richiesta di un pullmino, prima concessogli e poi sparito, che evitasse ai suoi giocatori di attraversare a piedi la strada dall’antistadio al San Nicola al termine degli allenamenti. Problemi organizzativi che lo hanno messo di cattivo umore, fino a renderlo più chiuso e ombroso di quello che è. Altre volte si sarebbe lamentato delle condizioni del campo di allenamento, altre ancora della mancanza di attrezzi in palestra che riteneva fondamentali per effettuare un buon lavoro. Un’altra volta sarebbe caduto dalla nuvole nel vedere uno spogliatoio di un campo dove il Bari era andato ad allenarsi in emergenza. Aspetti che gli hanno tolto il sorriso" si legge sul quotidiano, che chiosa: "Grosso va via senza suscitare grandi rimpianti. Come spesso accade, i miti, visti da vicino, rischiano di perdere un po’ del loro fascino".


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