Salvezze e promozioni miracolose: la stagione trionfale degli ex Bari

di Diego Fiore
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La stagione che si è appena conclusa non è stata puramente e semplicemente negativa per il Bari. É stata perfida. Perchè, all'inabissamento di ogni sogno di gloria, si è accompagnata la promozione (spesso in senso stretto, a volte in senso lato) di una infinita serie di protagonisti del recente passato biancorosso.

Caso emblematico quello di Ciccio Caputo, classificatosi quarto nella classifica cannonieri della Serie B con 18 gol (l'anno scorso ne fece 17 e arrivò terzo). "Ha nel Dna il senso del gol. A Chiavari, poi, si sente importante, tutti gli vogliono bene, e quando ci sono questi presupposti i gol vengono da sè": così, tempo fa, ai nostri microfoni, l'ex Bari Lorenzo FIlippini, compagno di avventura dell'altamurano nell'Entella. Dichiarazioni che rafforzano le convinzioni di chi crede che, ultimamente, all'ombra di San Nicola si chieda troppo e subito. E che il fuoco incrociato di dirigenze impazienti e di una tifoseria perennemente sull'orlo di una crisi di nervi mieta una vittima dopo l'altra. Ne sa qualcosina Davide Nicola, che ha mantenuto il timone del Crotone pur avendo raccolto la miseria di 9 punti in tutto il girone di andata: poi si sa com'è finita. E si sa anche quanta polvere ha mangiato in Puglia. E si sa pure che ora il gruppo di chi si sta mangiando le mani è parecchio nutrito. 

Fu Nicola a volere o comunque ad avallare l'acquisto da parte del Bari nell'estate del 2015 di Del Grosso, Gemiti e Porcari. Il primo ha festeggiato pochi giorni fa lo storico ritorno in Seria A della Spal con il titolarissimo Schiattarella, altro giocatore portato in Puglia dal tecnico piemontese. Gli altri due invece hanno conquistato la cadetteria con la maglia della Cremonese. Promozione di cui è stato assoluto protagonista anche Salviato, 37 presenze sulle 38 a disposizione. In Puglia finì addirittura fuori rosa a gennaio. "Una mazzata terribile", confidò a Tuttobari. Ora la resurrezione. Storia non troppo diversa da quella di Di Cesare, sbolognato a gennaio al Parma. Scadenza del contratto vicina, carta d'identità non troppo clemente. Un buon affare, avranno pensato a suo tempo i dirigenti biancorossi. Peccato che poi, mentre l'ex Brescia partiva all'assalto della Serie B con i ducali - conquistata ieri sul neutro di Firenze contro l'Alessandria - a Bari la sua assenza si faceva sentire terribilmente.

Fine della storia? Macchè. Potremmo parlare per esempio di Puscas, che con un suo gol ha regalato la Serie A al Benevento. Gioia condivisa con un altro ex galletto, Camporese, gendarme della difesa campana. O di Guarna, portiere dell'effervescente Foggia di Stroppa tornato in cadetteria dopo 19 anni. O, ancora, di Dezi, premiato come miglior giocatore del Perugia. Giocatori sottovalutati. Giocatori dati per bolliti e che in realtà bolliti del tutto non erano. Giocatori considerati acerbi o inadeguati e che per questo nessuno a Bari ha fatto nulla per trattenere. E intanto mister Nicola continua a risalire l'Italia sulla sua bicicletta. 


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