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Neglia a TuttoBari: "Addio difficile, io legato a squadra e città. Vivarini? Non lascia nulla al caso. Il futuro..."

di Raffaele Digirolamo
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La Serie D l'ha vinta da protagonista e durante la scorsa stagione è diventato un vero e proprio beniamino della piazza biancorossa, che l'ha apprezzato per le sue qualità tecniche ed umane. Samuele Neglia, però, in questo campionato ha trovato poco spazio, ragion per cui a gennaio ha fatto le valigie per aver maggior minutaggio con la maglia della Fermana. Intervistato in esclusiva dalla redazione di TuttoBari.comil giocatore ha parlato della sua nuova esperienza ed è tornato sui mesi nel capoluogo pugliese.

Partiamo dalla tua esperienza attuale alla Fermana, come stanno trascorrendo le prime settimane?

"Questo periodo lo considero decisamente positivo, sia dal punto di vista individuale che da quello collettivo. Ho avuto la fortuna di trovare un gruppo formato da ragazzi per bene, persone umili e semplici. Grazie a questo sono riuscito ad ambientarmi presto ed al meglio in questa nuova realtà".

A Bari hai sempre dichiarato di esserti trovato molto bene. Quanto è stato complicato lasciare questa città?

"Devo ammettere che è stato molto difficile, come ho detto nel mio post di addio ero e sono molto legato a tutto quello che ho incontrato qui. Perché in questi mesi ho avuto modo di affezionarmi ai compagni, a tutte le persone che lavorano in società ed alla città. Con lo scarso minutaggio di questa prima parte di stagione, però, questa scelta era quasi inevitabile. In futuro spero di poter tornare".

In questo avvio di campionato sei sempre stato identificato come esempio di professionalità nonostante il poco impiego. Come hai vissuto questo periodo?

"Quando si fa parte di un gruppo il bene collettivo deve sempre primeggiare su quello individuale, soprattutto in piazze con obiettivi importanti come Bari. Poi è normale che non giocare fa male, ma bisogna allenarsi sempre al meglio per farsi trovare pronti e dare sempre le risposte giuste quando chiamati in causa. È un lavoro soprattutto mentale, essere resilienti anche nei momenti difficili. Perché infondo è chiaro ogni giocatore ha sempre voglia di scendere in campo".

Che Vivarini stia cambiando il Bari è innegabile. Tu questa rivoluzione l'hai vissuta dall'interno dello spogliatoio: quali sono, secondo te, i principali meriti dell'allenatore?

"Sicuramente il tecnico è molto preparato, per cui ha dato tanto alla squadra, sia a livello di concetti che nella preparazione delle partite, nulla è lasciato al caso. Io credo che il Bari possa ambire ancora a qualcosa di importante, anche se il distacco dalla Reggina è senza dubbio ampio: la rosa è forte e l'allenatore è preparato".

Sono tanti i calciatori arrivati in estate che hanno alzato il tasso tecnico della rosa. Che effetto ti ha fatto vederli da vicino?

"Il curriculum di questi giocatori parla al posto loro, sono stati bravi a calarsi nella realtà e nella mentalità della Serie C, ed al contempo noi siamo riusciti ad integrarli in un gruppo già formato. Grande merito va dato anche alla professionalità che hanno portato nell'ambiente Bari".

Torniamo sulla tua esperienza biancorossa: qual è stato il momento più bello e di cosa hai maggior nostalgia?

"La giornata migliore probabilmente è stata quella della prima partita casalinga al San Nicola dopo il fallimento, quando ho realizzato anche una doppietta (contro la Sancataldese, ndr). Cosa manca? Bari è una piazza che ti dà tanto, ho sempre sentito il calore da parte di tutta la città".

E nello spogliatoio, invece, che ambiente c'era e com'era il rapporto con i tuoi compagni?

"Era ed è sicuramente un gruppo fantastico, mi sono trovato bene con tutti. I buoni risultati fatti dal Bari derivano anche dall'unità della squadra, che è sempre rimasta compatta":

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