Volpi a TuttoBari: "Mancini un leone. Ingesson, il tabacco e quella puzza..."

di Gianluca Sasso
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Sergio Volpi
Sergio Volpi

Franco Mancini avrebbe compiuto oggi cinquant'anni. L'ex portiere del Bari, scomparso prematuramente nel marzo 2012, è rimasto nel cuore dei tifosi biancorossi che hanno potuto ammirare le sue gesta per tre stagioni, prima del burrascoso addio dell'estate del 2000. Tra i tanti compagni avuti nello spogliatoio guidato da Eugenio Fascetti c'era anche Sergio Volpi, centrocampista bresciano che con il portiere materano ha giocato nella stagione 1997/98. 

"Era una grandissima persona - rivela Volpi a TuttoBari -, un ragazzo particolare ma disponibile con chiunque e per qualsiasi cosa. Lo ricordo con piacere, per noi giovani fu un punto di riferimento importante in quella stagione. Di lui ricordo nitidamente una partita: un Lazio-Bari, lui era un ex e ci teneva moltissimo a far bene. Fino al 90' vincevamo 2-1 all'Olimpico, poi commesse due errori nel recupero e perdemmo incredibilmente. Quando rientrammo negli spogliatoi, sembrava un leone in gabbia: era furioso per i suoi errori che costarono la partita alla squadra".

Di quella squadra faceva parte anche Klas Ingesson. Con il gigante svedese, Volpi ha condiviso anche la stagione culminata con promozione in serie A. Sono passati oltre ventuno anni. "Era il leader indiscusso, dal carisma unico - spiega l'ex calciatore -, con la sua esperienza ci trascinò nel finale. Nello spogliatoio era sempre al mio fianco. Lo ricordo bene perché, prima e dopo ogni allenamento, aveva un pezzo di tabacco che si metteva sotto il labbro. C'era una puzza insopportabile (sorride, ndr)".


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