Il pallone a due facce del Bari: Nenè e compagni lo calciano verso la A

di Davide Giangaspero
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Giorni delicati per il Bari. Sul campo, la squadra biancorossa prosegue la sua marcia di avvicinamento ai play-off che culminerà con il turno preliminare, il 26 o 27 maggio a seconda del piazzamento con cui terminerà il campionato regolare la formazione di Grosso.

Fuori la matassa è meno lineare e certamente più severa. E sulle vicende extra-campo biancorosse, iniziano a rumoreggiare anche le concorrenti. "Credevo che fosse scontato che la sentenza sarebbe arrivata, in un senso o nell’altro, prima dei playoff, proprio per salvaguardare la loro regolarità. Perché mai una eventuale penalizzazione dovrebbe essere scontata l’anno prossimo?", ha sentenziato nelle ultime ore il direttore generale del Cittadella.

Effettivamente qualche imbarazzo c'è. Anche a Bari. Un'eventuale penalizzazione, pur nel prossimo torneo, sarebbe sempre una penalizzazione e come tale dolorosa e preoccupante. Inutile fasciarsi la testa prima di rompersela ma è un fatto che ormai non passi giorno senza nuove indiscrezioni di non proprio eccelso gusto attorno all'emisfero biancorosso.

Inchieste, misteri, documentati dai vari organi di stampa lasciano i tifosi a metà fra la doverosa concentrazione verso i temi più belli, ovvero quelli di campo, e quelli più ombrosi legati a gravissime accuse e fitti sospetti. Il Bari oggi è un pallone diviso in due: una parte è per chi in divisa da gioco calcia in campo col sogno A nel mirino, l'altra per chi - in giacca e cravatta - sta provando in ben altre sedi a parare i tiri altrui.


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