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Se le Olimpiadi vengono rinviate, allora è lecito temere il peggio. Tre scenari per la Serie C, per il Bari una speranza

di Claudio Mele
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Nonostante i numeri dei contagiati da Coronavirus che ogni giorno il capo della protezione civile Borrelli elenca possano garantire un pizzico di ottimismo agli italiani, sul mondo dello sport e del calcio le nubi nere ancora non si possono diradare. Tutti gli atleti sono fermi nelle proprie abitazioni, seguendo programmi di allenamento personalizzati impartiti dalle società per non perdere il tono muscolare in vista del finale del campionato. Ma questa tanto agognata ripresa dei tornei ci sarà? L'ipotesi dell'annullamento dei campionati era improbabile fino a qualche giorno fa, ad oggi questa opzione è viva.

Il motivo è presto detto: tornare in campo il 3 maggio (data annunciata dal presidente Gravina come possibile restart) sembra al momento una soluzione forzata. Il Coronavirus è un nemico difficile da debellare, per cui il Presidente Conte ha ipotizzato che queste misure stringenti a cui l'Italia si sta abituando, andranno avanti almeno fino a fine aprile. Se si pensa inoltre che le Olimpiadi di Tokyo sono state rinviate al 2021, situazione accaduta soltanto negli anni delle guerre mondiali da quando gli antichi greci le istituirono, allora il timore che tutto venga concluso in anticipo è lecito e reale. 

In Serie A c'è un acceso dibattito tra chi è favorevole all'annullamento dei campionati e chi invece vuole riprendere ad ogni costo. Il futuro della Lega Pro è in queste mani, perché sarebbe difficile pensare ad una Serie A interrotta definitivamente e una Serie C che riprenda normalmente. Di più se ne saprà tra una settimana, quando il numero dei contagiati potrà dare una prima interpretazione matematica sui tempi a cui andremo incontro. Però, almeno fino ai primi di giugno, sarà difficile vedere i propri beniamini scendere in campo. Questo è dovuto anche al fatto che, in caso di ripresa, gli atleti hanno bisogno di un paio di settimane per riprendere il ritmo, per cui sarà necessario rifare la preparazione in vista dello sprint finale.

La Lega Pro ha pubblicato una nota stampa in cui stima le possibili perdite per i suoi club e valuta tre possibili scenari per il proseguo del campionato. Una prima strada è quella in cui si prevede la conclusione della stagione in corso e la disputa dei play off/play out a porte aperte. Un'opzione tanto agognata, quanto improbabile. Nella seconda si ipotizza la conclusione della stagione in corso con partite a porte chiuse. Il terzo scenario, chiamato "stop campionato", prevede il termine anticipato del campionato in corso e la ripresa delle partite, a porte chiuse, per i primi due mesi della prossima stagione. Una soluzione quindi che comporterebbe la parola fine al torneo 2019/20, con le promozioni eventualmente da stabilire a tavolino.

Un allargamento dei campionati di A e B a 22 squadre? Per i cadetti, composti al momento da 20 compagini, si andrebbero a sommare alle 18 restanti (le prime due andrebbero in A), le quattro promozioni dalla Serie C, ovvero le tre capoliste dei tre gironi ed una quarta con un criterio da stabilire. I biancorossi sono la migliore delle seconde, un motivo di timida speranza. In alternativa, un'opzione da non scartare sarebbe quella di promuovere tutte le seconde, componendo così una Serie B da 24 squadre. Realtà o fantacalcio? Nelle prossime settimane se ne saprà di più. 

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