Venezia, Cittadella o Perugia? Tutto sulle avversarie ai playoff

di Alessio D'Errico
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Filippo Inzaghi
Filippo Inzaghi

Evitata la penalizzazione, ora il Bari può gettarsi a capofitto sull'ultimo impegno col Carpi che deciderà chi sarà l'avversaria dei biancorossi ai playoff. Data come premessa l'eventuale vittoria del Palermo, che andrebbe a confermare la quarta piazza valida per l'accesso alle semifinali, per il Bari ci sarà da affrontare una tra Venezia, Cittadella o Perugia. Analizziamo nello specifico le tre compagini.

VENEZIA - La squadra di Inzaghi è una delle tante rivelazioni di questo campionato: presentatasi ai nastri di partenza come neopromossa reduce da due promozioni consecutive, l'organico è rimasto immutato nell'ossatura. Nonostante ciò, i lagunari hanno sempre insidiato tutti gli avversari e, passo dopo passo, l'obiettivo si è trasformato dalla salvezza ai playoff, col sogno promozione diretta accarezzato da lontano. Amante del 3-5-2, Inzaghi affida le chiavi della difesa all'esperienza di Domizzi, la cabina di regia a Stulac e l'estro offensivo a Falzerano, furetto imprendibile da cui nascono le azioni più pericolose degli arancioneroverdi. In avanti, dopo la cessione di Moreo e l'arrivo di Litteri, il reparto offensivo si è arricchito di esperienza e le reti dell'ex Cittadella sono risultate decisive ai fini della classifica.

CITTADELLA - L'avversaria più papabile per il Bari è la macchina perfetta messa su da Venturato, maestro da trasferta ed allenatore di primissima fascia. Il 4-3-1-2 è il marchio di fabbrica del tecnico: la difesa è trascinata dal giovanissimo Varnier, classe '98 e nel mirino di grandi club. In cabina di regia un maestro come Manuel Iori; nel reparto offensivo, invece, l'abbondanza ha permesso a Venturato di tirar fuori il meglio da qualsiasi giocatore. Kouamé, scuola Atalanta, è il capocannoniere, ma Schenetti, Chiaretti e Strizzolo hanno siglato gol pesanti in un'orchestra armoniosa che si candida ad essere avversario ruvido per la lotteria finale.

PERUGIA - Col clamoroso ed inaspettato cambio alla guida tecnica, da Breda a Nesta, il modulo di gioco è, ad oggi, indecifrabile. Con tutta probabilità il Campione del Mondo baserà la squadra sull'ossatura lasciata da Breda, con Cerri e Di Carmine unica coppia d'attacco a tenere, seppur lontani numericamente, testa all'altra coppia d'oro del campionato formata da Caputo e Donnarumma. Un calciatore come Diamanti potrebbe, a questi livelli, salire in cattedra dall'alto della sua esperienza e le folate offensive portate da calciatori come Pajac e Colombatto hanno rappresentato spesso e volentieri l'arma vincente nella rincorsa umbra all'accesso ai playoff. Difesa d'esperienza con Volta e Belmonte a capitanare una squadra che, più delle altre, ha toccato picchi elevati e baratri profondi nel corso della stagione.


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