Bolzoni: "Prima della firma ho parlato con Di Cesare e Brienza"

di Redazione TuttoBari
articolo letto 8751 volte
Foto

Intervista a tutto tondo su gianlucadimarzio.com a Francesco Bolzoni, pilastro del centrocampo biancorosso. L'ex Inter si racconta: "Sono un finto calmo, mister Cornacchini se ne è accorto nel tempo, diciamo che anche io sono facilmente infiammabile, soprattutto quando gioco. Ogni tanto capita che mi fermino per strada per un selfie e per farmi i complimenti, ma la mia vita qui è normalissima. Si esce ogni tanto con i compagni e periodicamente viene giù la famiglia. Il distacco? Ormai ci sono abituato, anche se non è mai semplice".

Racconta aneddoti: "I selfie a fine gara? Un'idea di Marfella a Messina, ci è piaciuta e sta portando bene. L'ingaggio da parte del Bari? Una cosa che mi ha subito colpito è che la società del Bari mi ha contattato 15 minuti dopo la fine del mercato estivo della Serie B. Appena hanno saputo che a La Spezia ero fuori dal progetto, mi hanno detto che sarei stato un anello importante per il futuro della squadra. Ci ho pensato qualche giorno, ma la scelta era già fatta. Ci siamo sentiti a lungo su Whatsapp con Di Cesare e Brienza prima di firmare. Abbiamo parlato e preso una decisione praticamente insieme. Un patto tra noi? Chiamiamolo così. Con Ciccio, poi, ci avevo giocato già otto anni fa. E' un professionista splendido, rende più semplice anche il lavoro di noi centrocampisti, è sempre pronto a ricevere palla. Le partite sin qui nella memoria? Gela, dove abbiamo giocato a porte chiuse, e Acireale, perché su un terreno di gioco così pesante non mi ero mai trovato e abbiamo vinto in 9 contro 11".

Sul passato e la lunga carriera... "Il mio primo modello era Emerson, ex Roma e Juventus, infatti in Primavera Bonucci e Tornaghi mi chiamavano Puma. Oggi mi piace guardare come giocano Casemiro e De Rossi, i giocatori che sanno fare filtro e impostare. Conte? Se mi avesse allenato due anni in più, la mia carriera sarebbe stata diversa".

Parla di Bonucci e Balotelli suoi ex compagni nelle giovanili... "Leonardo ha sempre fatto dell'applicazione e della mentalità vincente dei cavalli di battaglia. Mario ha sempre avuto dei mezzi e delle qualità pazzesche, fuori categoria. Non sempre le ha usate in pieno. Da chi mi sarei atteso di più? Sebastian Ribas, ci faceva vincere delle partite da solo".


Altre notizie
Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy