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Dalla Serie D alla Serie C: ecco le 10 cose che cambiano...

di Claudio Mele
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Con il ritorno nel professionismo cambiano le regole, cambiano gli stadi, cambia il blasone delle squadre...ma non solo. Ecco di seguito le 10 cose più rilevanti che, con l'avvento della Serie C, possiamo finalmente metterci alle spalle.

1. I nomi dietro la maglia. Quante volte, vedendo le partite l'anno scorso, ci siamo chiesti chi fosse quel giocatore che avesse segnato? Bene, adesso non sarà più così, dato che è obbligatorio inserire i cognomi sulle maglie dei giocatori. Sicuramente ne trarrà beneficio anche il merchandising.

2. Il quarto uomo. Ai più attenti non saranno sfuggite le grida del team manager Picaro, o chi per lui, nel richiamare l'attenzione dell'arbitro per effettuare le sostituzioni, dato che in Serie D non è presente un arbitro a bordocampo. In Serie C per fortuna questo non succederà più, dato che è previsto il quarto uomo.

3. Le partite in notturna. Nella scorsa stagione causa problemi di viaggio delle squadre avversarie è sempre stato impossibile disputare partite in orario serale. Adesso, nel professionismo, ciò non avverrà in quanto la lega stabilisce anticipi e posticipi d'orario a cui bisogna adeguarsi. Inoltre, diciamocelo chiaramente, il fascino dei big match è anche quello di doverli disputare di sera.

4. La regola degli under. A volte in Serie D Cornacchini prima di effettuare le sostituzioni doveva farsi più volte i conti sull'età dei giocatori causa regola degli under, che prevedeva la presenza in campo di un classe 1998, due classe 1999 e un 2000. Tale regola in Serie C è assente, per cui siamo sicuri che il mister potrà fare cambi con molti meno pensieri.

5. La terza maglia in casa. Quante volte abbiamo visto giocare il Bari con la maglia nera, cioè la terza divisa, in casa? Tante. Questo è dovuto al fatto che in Serie D è la squadra ospite ad avere il diritto di utilizzare la prima divisa, e quindi la squadra ospitante a doversi adeguare. Ciò non avverrà nel professionismo, per cui potremo tornare a vedere il Bari con la classica maglia bianca al S.Nicola.

6. Le 5 sostituzioni. Una delle regole a cui ci siamo abituati in Serie D è la possibilità di effettuare 5 sostituzioni per squadra, in qualsiasi momento della partita. Questa possibilità è sì permessa in Serie C, ma con una leggera modifica: le sostituzioni possono avvenire solo in 3 momenti della partita per squadra. Ad esempio se si sostituisce un giocatore in un istante e un altro in un secondo momento, allora si potrà fare solo un'altra sostituzione cambiando uno, due o tre giocatori, simultaneamente.

7. Strumenti ausiliari per gli arbitri. E' ovvio come nel dilettantismo anche gli arbitri siano di un livello più basso. Ecco allora come salendo di categoria gli arbitri saliranno di esperienza, venendo muniti di strumenti ausiliari come ad esempio gli auricolari per poter comunicare tra di loro.

8. Le partite di domenica. Se la Serie D prevedeva partite tassativamente di domenica, in Serie C questo non avverrà più. Infatti il regolamento attuale prevede che ogni due mesi le partite di uno dei tre gironi si disputino di sabato, e quelle degli altri due di domenica. Dunque il Bari giocherà sia di sabato che di domenica. Ma c'è di più: infatti tornano anche gli anticipi e i posticipi, quindi partite di lunedì e venerdì.

9. La pausa per il Torneo di Viareggio. L'anno scorso a metà marzo il campionato si fermò per una settimana causa partecipazione della rappresentativa di Serie D al torneo di Viareggio. Bene, questo non riguarda più la Serie C, che dunque procederà senza sospensioni. 

10. Le partite al sud. Causa girone meridionale, il Bari l'anno scorso era la squadra più a nord del gruppo  e quindi tutte le partite bisognava disputarle al Sud Italia, cioè in Calabria, Sicilia, Basilicata e Campania. Con il professionismo, sebbene i gironi non siano stati ancora formulati, qualche partita nel Lazio, in Umbria o Abruzzo potrebbe molto probabilmente capitare. Inoltre, con la Coppa Italia di Serie C, obiettivo del club, si potrebbe finire anche a giocare al Nord, per la gioia dei tanti tifosi baresi sparsi per l'Italia settentrionale.


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