Il Bari e i play-off: è la terza volta. La storia dei biancorossi...

di Michele Lestingi
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Nonostante il campionato di Serie B non possa dirsi ancora ufficialmente concluso, le attese e le speranze dei biancorossi sembrano già essere proiettate ai play-off. Il mini-torneo, tanto spettacolare quanto difficile, che può decidere gli esiti di un'intera stagione. Il Bari prenderà parte per la terza volta nella sua storia ai play-off da quando sono stati istituiti. Facciamo un tuffo nel recente passato mettendo a confronto squadre, storie e prospettive dei galletti.

BARI 2013-2014 - "Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare". La frase, attribuita a John Belushi, nel film "Animal House", calza a pennello come definizione di quella squadra. Ambizione, voglia e un legame indissolubile furono gli ingredienti di quella Meravigliosa stagione fallimentare. Alberti e Zavettieri furono bravi a trasferire sul campo quella energia  in un 4-3-3 camaleontico e multiforme che presentava questi undici base: Guarna in porta; difesa composta da Sabelli, Ceppitelli, Polenta e Calderoni; a centrocampo il capitano Defendi, Romizi e il capo-popolo Sciaudone; in attacco Galano, Joao Silva e il centravanti albanese Cani. Questa squadra, seppur non eccelsa da un punto di vista tecnico, volò sulle ali dell'entusiasmo in simbiosi con i sogni e le speranze di un'intera città. Solo alcuni e disgraziati episodi impedirono a quel gruppo di avere un happy ending, che sul campo avevano ampiamente dimostrato di meritare.

BARI 2015-2016 - Seconda stagione del Bari targato Paparesta-Zamfir. Esonerato a fine dicembre Davide Nicola per incompatibilità calcistica e non solo, la panchina fu affidata ad Andrea Camplone. Dopo un mercato di gennaio non propriamente indimenticabile e tra mille incertezze, dentro e fuori dal campo, i biancorossi arrivarono a giocarsi i play-off. Il tecnico abruzzese decise di puntare tutto su questo 4-3-3: Micai; Defendi, Tonucci, Di Cesare, Gemiti; Dezi, Romizi, Valiani; Sansone, Maniero, Rosina. Esperienza, una buona dose di nomea e tecnica non servirono per coronare il sogno di una squadra arrivata a pezzi fisicamente e mentalmente nel momento clou della stagione.

BARI 2017-2018 - Ricerca del gioco, mix tra gioventù ed esperienza e una voglia matta di non accontentarsi mai e crederci sempre. Il primo Bari di Fabio Grosso è questo e molto altro. Il modulo di base resta il tanto caro 4-3-3 che può variare a seconda del contesto e della necessità del momento. Questo l'XI di riferimento: Micai in porta, in difesa uno tra Sabelli e Anderson a destra, coppia centrale formata da Gyomber e Marrone, e a sinistra Balkovec; a centrocampo Basha, lo scozzese Henderon e uno a scelta tra Tello e Iocolano; in attacco il trio è composto da Galano, Nenè e Improta. Se la squadra arriverà bene fisicamente e carica dal punto di vista mentale all'appuntamento, potrà giocarsela con chiunque. 


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