Nel corso della conferenza stampa andata in scena stamani, Romairone ha parlato della strategia estiva e dei motivi del forte cambiamento operato in rosa: "Da quello che percepivo, non è che ci fosse tanto amore verso quello che è stato fatto l'anno scorso. Il cambiamento era richiesto dalla piazza. Si diceva che c'erano influssi da Napoli, che Bari fosse solo uno succursale. Il presidente ha voluto rimarcare che ha in mente cose importanti per questa società e mi ha coinvolto. Ho un percorso professionale di un certo tipo. Ho provato a cambiare cose che non erano piaciute, c'erano perplessità. Inutile andare a prendere figurine. Prima di andare a prendere calciatori, abbiamo pensato di prendere un allenatore che conoscesse la categoria. Con lui abbiamo cercato di fare una squadra su cui l'allenatore potesse dare indicazioni: non tutti i calciatori potevano fare quello che vuole Auteri. Così è stato fatto, abbiamo fatto undici entrate. Questo non può diventare un punto debole, ma un punto di forza. Abbiamo cercato di trovare una nuova strada. Non dobbiamo aprire crepe. Sono quattordici anni che faccio questo mestiere, ne ho viste e sentite tante...".

Su calciatori baresi in rosa, Romairone spiega... "Non c'è preclusione. Castrovilli non si può prendere. Cianci? L'avrei preso. Ma doveva aspettare l'ultimo giorno e non l'ha voluto aspettare".

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 17 novembre 2020 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoBari
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