Era il 6 febbraio 2024 e Giuseppe Iachini si accingeva a diventare il nuovo allenatore del Bari, conducendo nel primo pomeriggio di quello stesso giorno il primo allenamento. La negatività per gli ultimi risultati deludenti dell’era Marino, furono cacciati via dall’avvento del tecnico marchigiano che prevalse su altri nomi come quelli di Fabio Cannavaro, non gradito alla tifoseria. Solo 70 giorni fa avveniva questo ma purtroppo, a distanza di poco più di due mesi, le cose nel capoluogo pugliese non sono migliorate, bensì peggiorate. L’ex allenatore raccolse una squadra in difficoltà sì, ma non imbrigliata nella lotta per non retrocedere. La sensazione che i play-off potessero essere agganciati si fece via via sempre più concreta e fu lo stesso Iachini, in conferenza, ad affermare che “bisognava guardare avanti e non dietro”.

Questa tesi, nei primi due incontri, fu avvalorata da altrettante vittorie che illusero in molti seppur maturate contro l’allora ed attuale ultima e penultima in classifica, vale a dire Lecco e FeralpiSalò. L’esperienza del tecnico invogliava tutti a vedere il bicchiere mezzo pieno, a guardare il lato positivo, fiduciosi che la situazione potesse ulteriormente migliorare, senza considerare come alcuni fotogrammi con tanto di abbracci al neo tecnico facessero ben sperare in un'ottica di squadra rigenerata e rinvigorita. A Bolzano, contro il Sudtirol, il primo banco di prova, un esame per comprendere se la squadra fosse maturata oppure no: fra le due tesi prevalse la seconda per poi a Catanzaro, subire un'ulteriore sconfitta nella partita che segnò l’impiego per la prima volta della difesa a tre. Le due trasferte consegnarono ai baresi un’amara verità, i play-off parevano non essere alla portata e il pareggio interno con lo Spezia, al termine di una gara con pochi guizzi, confermò il pensiero della vigilia.

Nel frattempo, le dirette concorrenti macinano punti e al contempo ne rosicchiano al Bari che incassa in rapida sequenza la sconfitta di Venezia per 3-1 e un’altra casalinga contro la Sampdoria per 0-1 in cui nonostante la miglior prestazione dell'era Iachini con tanto di rigore sbagliato da Sibilli, arriverà addirittura una sconfitta immeritata per quanto visto. L’ex allenatore di Chievo e Sampdoria le prova tutte, fino ad arrivare a schierare nove formazioni differenti in dieci partite. Dal rilancio di Morachioli, al reintegro in squadra di Aramu, passando per le bocciature di Guiebre, la rescissione di Ménez, la sterilità offensiva di Puscas, le polveri bagnate di Sibilli e le indecisioni di Brenno. A Pasquetta, grazie alla rete di Pucino contro il Modena, i biancorossi torneranno a muovere la classifica mentre il venerdì successivo, contro la Cremonese, maturerà un altro brusco k.o in una partita in cui furono rilanciati dal 1’ sia Maiello che Diaw.

Infine, la sconfitta di Como con la chance concessa a Bellomo e le tre occasioni da rete vanificate da Puscas. Poi, oggi lunedì 15 aprile, l’esonero: Iachini lascia Bari dopo aver racimolato otto punti in dieci partite, nessuna vittoria fuori casa, appena due al “San Nicola”, altrettanti pareggi e ben sei sconfitte oltre ad una media di punti per partita inferiore sia a Mignani che a Marino e il peggior rendimento della B negli ultimi otto incontri della sua gestione, dietro addirittura anche al Lecco. Ad essere decisivo per il suo esonero, forse, il rapporto non eccelso con alcuni giocatori, emerso soprattutto nelle ultime settimane. Adesso però tocca a Giampaolo e al suo nuovo staff: la retrocessione sarebbe troppo brutta per essere vera perché in un anno, dall’aver sfiorato il Paradiso, ci si ritroverebbe nuovamente all’Inferno…

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 16 aprile 2024 alle 07:00
Autore: Sabino Del Latte
vedi letture
Print